Conosciamo Bologna: S. Martino Maggiore con Paola Foschi e Luca Balboni

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In occasione degli 800 anni dalla fondazione della chiesa - In collaborazione con il Centro Culturale San Martino

PROGRAMMA VIAGGIO
Sabato 30 settembre 2017
+

Ore 16:00 – ritrovo dei partecipanti In Piazza S. Martino

 

Itinerario: Basilica di San Martino

Durata del percorso guidato: 2 ore circa

 

La Basilica di S. Martino Maggiore affonda le sue origini molto lontano nel tempo, tanto che una tradizione la associa all’epoca di S. Petronio, che avrebbe dedicato un edificio sacro in questo sito a Martino di Tours, là dove sarebbe stato un piccolo tempio dedicato a Marte. Nel 1217 fu consacrata una piccola chiesa romanica al santo francese e sul finire dello stesso secolo fu affidata ai Carmelitani, che nel corso del Trecento, seppure tra varie difficoltà, fecero edificare una nuova chiesa gotica. L’interno è distribuito in tre navate e ricchissimo di opere d’arte, da Jacopo della Quercia, a Paolo Uccello, Francesco Francia, Amico Aspertini, Girolamo da Carpi, Ludovico Carracci e molti altri. Attraverso la sacrestia si accede al chiostro, rinascimentale, con dodici arcate e disposto su due piani, sorto sull’area che in precedenza fu adibita a cimitero parrocchiale. Al primo piano vi è l’Oratorio, un tempo Biblioteca del convento, decorato con affreschi di Lucio Massari e utilizzato anche come cinema parrocchiale dal 1946 al 1983.

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Sabato 30 settembre 2017
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Ore 16:00 – ritrovo dei partecipanti In Piazza S. Martino

 

Itinerario: Basilica di San Martino

Durata del percorso guidato: 2 ore circa

 

La Basilica di S. Martino Maggiore affonda le sue origini molto lontano nel tempo, tanto che una tradizione la associa all’epoca di S. Petronio, che avrebbe dedicato un edificio sacro in questo sito a Martino di Tours, là dove sarebbe stato un piccolo tempio dedicato a Marte. Nel 1217 fu consacrata una piccola chiesa romanica al santo francese e sul finire dello stesso secolo fu affidata ai Carmelitani, che nel corso del Trecento, seppure tra varie difficoltà, fecero edificare una nuova chiesa gotica. L’interno è distribuito in tre navate e ricchissimo di opere d’arte, da Jacopo della Quercia, a Paolo Uccello, Francesco Francia, Amico Aspertini, Girolamo da Carpi, Ludovico Carracci e molti altri. Attraverso la sacrestia si accede al chiostro, rinascimentale, con dodici arcate e disposto su due piani, sorto sull’area che in precedenza fu adibita a cimitero parrocchiale. Al primo piano vi è l’Oratorio, un tempo Biblioteca del convento, decorato con affreschi di Lucio Massari e utilizzato anche come cinema parrocchiale dal 1946 al 1983.

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