India

Come organizzare al meglio un Viaggio in India.

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Documenti richiesti e informazioni utili per i viaggiatori prima della partenza.

COSA VEDERE

L’India è il Paese in cui privilegi e povertà, non violenza e fanatismo, potere e rassegnazione, tradizioni antichissime e tecnologie all’avanguardia, ruralità contadina e scoperte industriali, sfrenata opulenza ed assoluta miseria, cruda realtà e galoppante fantasia, occulti misteri e spiazzanti chiarezze, ne fanno un continente unico, irripetibile.

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Le immagini dell’unico tempio esistente al mondo dedicato ai topi, il Karni Mata Temple di Deshnok, nei pressi di Bikaner, del magico Taj Mahal (accanto al fiume Yamuna), del deserto vicino a Jaisalmer, dove vivono le Etnie nomadi Bisnoi, Bhil, Mina, del fiabesco Palazzo del Maharaja di Udaipur, considerata la “Venezia” d’Oriente, del maestoso forte (scolpito in pietra calcarea dorata) di Jaisalmer, la cosiddetta Città d’oro, del lago sacro di Pushkar (che la leggenda racconta sia stato creato nel momento in cui un fiore di loto cadde dalla mano di Brahma), dello splendore di Jaipur, con i suoi edifici di colore rosa, del mausoleo di Dargah, nella città di Ajmer, uno dei luoghi di pellegrinaggio musulmani più importanti di tutta l’India, dove i pellegrini legano alle ringhiere appunti su carta e nastrini sacri come segno di ringraziamento o di supplica nei confronti dello spirito del venerato, della cosiddetta “Città blu”, Jodhpur, con le sue stradine tortuose circondate da case colorate di azzurro, sono solo alcune delle meraviglie che ho ammirato in questa terra stupenda.

Un’India dove il lavoro artigianale impegna uomini, ma soprattutto donne, in particolare nei lavori più pesanti, in una fatica senza tempo, senza stagioni, senza diritti. Una fatica svolta in ogni condizione, nei grandi mercati come negli angoli di strada, nelle campagne più remote come nelle città più moderne.

Un’India in cui le vacche sacre, da sempre venerate, rispettate e trattate con amorevoli cure, vagano tranquille sulle strade, tra il traffico caotico di biciclette, auto, camion e motociclette strombazzanti.

Un’India in cui il fiore di loto si creda corrisponda al centro dell’universo ed è talmente venerato da essere divenuto il fiore nazionale del Paese.

Un’India in cui i colori dei turbanti (safa, paag o pagri), dei sari, delle gonne scintillanti (lehanga o ghaghara), dei veli per il capo (odni o dupatta), simboleggiano le restrizioni esistenti nella società indiana.

Il turbante, a seconda del colore, può indicare l’appartenenza ad una casta, ad una particolare religione o può essere indossato per un’occasione specifica (cerimonia, ricorrenza, ecc.).

Il colore zafferano è usato dai Rajput ed è legato alla cavalleria, il nero dai Nomadi, il rosa dai Brahmini, il marrone dai Dalit; i turbanti multicolori vengono utilizzati per le festività, in particolare quelli bianchi, blu, grigi o neri vengono usati dagli Hindu per comunicare tristezza.

Le donne sposate o nubili portano indosso colori vivaci, quali rosa, rosso, giallo: una combinazione particolare di rosso e giallo può essere utilizzata solo dalle donne che abbiano partorito figli maschi. Le donne Hindu sposate, quindi di “proprietà” del marito, si riconoscono dai bracciali (chuda), dagli anelli alle dita dei piedi (bichiya) e da un colore vermiglio nella scriminatura dei capelli.

Alcune sfumature di blu, di verde e di bianco, sono considerate colori da lutto, utilizzate dalle vedove Hindu.

Un’India dove lo spirito religioso pregna ogni azione e convive con il progresso tecnologico delle aziende.

Un’India in cui l’hinduismo, principale religione del paese, convive con il buddismo, con il giainismo, con lo zoroastrismo, con la religione musulmana, con il cristianesimo, con le religioni tribali animiste.
Un’India in cui vivono oltre un miliardo di abitanti, in una miscellanea composita di etnie.

Un’India in cui esiste una casta di “invisibili”, gli Hijra, eunuchi che si travestono da donne, alcuni sono gay, altri ermafroditi: dato che la cultura indiana non accetta l’omosessualità, loro vivono ai margini della società, in una specie di limbo indefinito.
Un’India in cui occorre arrendersi all’ignoto, per lasciarsi affascinare dai suoi misteri nascosti ad ogni angolo di strada.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” (Jhon Steinbeck).

QUANDO ANDARE

Per l’India del Nord e il Rajastan il periodo migliore per una visita va da ottobre ad aprile; il monsone è presente in questa parte del subcontinente indiano da luglio a settembre.

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Anche durante questi mesi le diverse località sono tranquillamente visitabili, in quanto il monsone che arriva al Nord vi giunge molto blando e comporta raramente pioggia incessante (generalmente si tratta di acquazzoni di durata molto breve).

MAPPA CLIMATICA
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
LE NOSTRE PROPOSTE DI VIAGGIO IN QUESTO PAESE
 
INFO UTILI
DOCUMENTI
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Per l’ingresso in India è necessario essere in possesso di passaporto individuale in originale, firmato nell’apposito spazio, con almeno 3 facciate libere e validità residua di almeno 6 mesi dalla data del rientro dal viaggio.
Per l’ingresso in India è inoltre necessario essere in possesso di visto di ingresso: per l’ottenimento del visto occorre consegnare all’agenzia organizzatrice del viaggio n. 2 fototessere a colori su fondo bianco di dimensioni 5 cm x 5 cm e modulo per la richiesta del visto, da inoltrare in modalità telematica al consolato e ugualmente da controfirmare cartaceo e da allegare alle fototessere.
Modulistica e fototessere devono essere consegnati all’agenzia organizzatrice almeno 40 giorni prima della data di partenza prevista per il viaggio o secondo diverse indicazioni eventualmente fornite dall’agenzia stessa.

Petroniana Viaggi non si occupa dell’ottenimento del visto per cittadini stranieri anche se residenti in Italia o per cittadini italiani nati in terra straniera.

Minori: Dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani che viaggiano dovranno essere muniti di documento di viaggio individuale. Pertanto, a partire dalla predetta data i minori, anche se iscritti sui passaporti dei genitori in data antecedente al 25 novembre 2009, dovranno essere in possesso di passaporto individuale oppure, qualora gli Stati attraversati ne riconoscano la validità, di carta d’identità valida per l’espatrio o di altro documento equipollente. Consigliamo in ogni caso di verificare la validità dei documenti per l’espatrio dei minori presso gli enti preposti a tale scopo (Questura).

NOTA BENE:
OGNI PARTECIPANTE E’ RESPONSABILE DELLA VALIDITA’ DEL PROPRIO DOCUMENTO.

LINGUA
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In India la lingua ufficiale è l’Hindi, parlata principalmente al nord. In India vi sono mille e più tra lingue e dialetti, per cui spesso gli indiani stessi per capirsi tra di loro parlano in inglese. L’inglese è comunemente parlato da quasi tutta la popolazione ed insegnato nelle scuole.

TELEFONO
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In India non esistono cabine telefoniche pubbliche, ma ci sono numerosi botteghini, gestiti da privati, che espongono un’insegna gialla con la scritta in rosso ISD (per le chiamate internazionali) e STD (per le interurbane). Telefonare dall’hotel è sicuramente la soluzione più comoda, ma certo più cara.
Per chiamare:
*DALL’ITALIA: occorre comporre il prefisso internazionale 0091 + il numero dell’albergo.
*DALL’INDIA: occorre comporre il prefisso internazionale 0039 + prefisso dell’abbonato + numero di telefono.

VALUTA, MANCE E ACQUISTI
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In India vige la rupia indiana, il cui cambio è continuamente in oscillazione (a GENNAIO 2014 - 1 Euro vale circa 82 rupie). I Dollari Usa e gli Euro vengono comunemente cambiati nelle banche e agli sportelli cambiavalute degli hotels. Le maggiori carte di credito sono accettate quasi ovunque. Le rupie non sono esportabili. Al termine del viaggio è possibile convertire le banconote rimaste presentendo il certificato dei cambi effettuati, oltre al passaporto e al biglietto aereo di ritorno.

La mancia come in ogni Paese turistico è ormai indispensabile per ottenere un buon servizio.

In India si può acquistare di tutto. Troverete gli oggetti in marmo intarsiato di Agra, le seti di Varanasi, gli oggetti in bronzo di Khajuraho. Vi consigliamo inoltre gli scialli ricamati in lana cachemire, i vestiti tradizionali delle donne: completi con casacca e pantaloni “Punjabi” in cotone e le sari, disponibili in una infinita gamma di tessuti e colori. Troverete inoltre preziose miniature su carta, nonché oggetti in legno di sandalo, incensi e spezie. Parte di una tradizione antica sono i bellissimi tappeti ancora oggi lavorati artigianalmente. E’ vietata l’esportazione di avorio e per lo sdoganamento di oggetti di antiquariato è bene chiedere il certificato al negoziante. In India del Sud sono regine le spezie, ma si acquistano anche molti oggetti di artigianato locale.

FUSO ORARIO
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Per l’India il fuso orario da considerare è pari a 4 ore e mezza in avanti rispetto all’ora italiana con l’orario solare.

VACCINAZIONI E MEDICINALI
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Nessuna vaccinazione è obbligatoria. E’ sempre utile comunque consultare il proprio medico per verificare il proprio stato di salute. Portare con sé repellente contro le zanzare, antibatterici intestinali e soprattutto medicine contro le infreddature dovute a sbalzi tra il caldo esterno e l’aria condizionata sul pullman e in hotel.

CLIMA E ABBIGLIAMENTO
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In India del Sud è caldo tutto l’anno. Il periodo del monsone va da maggio a giugno, ritorna poi in forma molto più leggera in ottobre. Il periodo migliore per visitare questa località va quindi da ottobre a marzo, ma sono indicati seppur caldi e a tratti piovosi, anche i mesi di luglio, agosto e settembre poiché il monsone è cessato e la natura è al suo massimo splendore. Qualche pioggia potrebbe comunque presentarsi essendo zona tropicale. L’abbigliamento estivo con capi comodi in fibra naturale è indicato tutto l’anno.
Nella stagione estiva è adatto un abbigliamento come quello indicato per l’India del Sud; in quella invernale, dalla fine di ottobre alla fine di marzo, abbigliamento da mezza stagione; invernale a dicembre e gennaio.

Da ricordare che nei templi indiani si entra senza scarpe e possono quindi tornare utili i calzini.

ELETTRICITA’
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La corrente elettrica in India è erogata a 220 volt. Le prese sono circolari a tre poli, le nostre possono essere utilizzate solo se con imbocco a due. Si consiglia quindi di munirsi di un adattatore universale.

CUCINA
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Ricordiamo che la cucina indiana varia da regione a regione; al Nord, per l’influenza musulmana, meno piccante e con la maggioranza dei piatti a base di carne (pollo e montone). E’ raro trovare carne bovina e suina. Il pasto indiano è composto da una vasta scelta di piatti a base di verdura cotta e talvolta di carne o pesce, accompagnati da riso e lenticchie (il dhal, piatto tipico). Non mancano salse di vario genere, spesso piccanti, e numerosi tipi di pane locale (chapati, nan, rhoti ecc…). Vi consigliamo di assaggiare il formaggio cotto indiano (paneer) e i famosi piatti tandoori (carne o pesce marinati in salsa di limone, spezie e yogurt e cotti all’interno di uno speciale forno di terracotta). In molti alberghi di queste località i pasti sono a buffet, con scelte di piatti sia locali che internazionali.

TRASFERIMENTI VIA TERRA
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I pullman in India sono confortevoli, MA NON PARAGONABILI AI NOSTRI PULLAMN Gran Turismo. Sono prevalentemente di fabbricazione indiana. Lo stato delle strade in India è a volte precario (ma la situazione è in costante miglioramento) e la massima velocità consentita nonché possibile è di 50 km/h. I trasferimenti risultano pertanto abbastanza lunghi, non tanto per la distanza del tragitto stesso, quanto per la lentezza con cui lo si percorre. Su alcuni tratti stradali minori il vostro mezzo potrà sobbalzare a causa del fondo stradale dissestato.

GUIDE LOCALI
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Al fine di garantire il miglior servizio ai clienti, le guide vengono selezionate in base agli standard di qualifica più elevati. Nonostante ciò, talvolta potrete essere chiamati a fare qualche “sforzo” per comprendere persone che conoscono l’italiano in maniera elementare.

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